Due detenuti ad Adeje per aver simulato il furto del loro smartphone

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La polizia nazionale ha arrestato due persone, un uomo e una donna di 27 e 23 anni, entrambi senza precedenti di polizia, come presunti colpevoli di due reati di simulazione del crimine commessi nella città di Adeje. Entrambe le persone, non correlate, hanno denunciato di essere vittime di un’infrazione criminale inesistente prima degli agenti della polizia nazionale.

In entrambi i casi, non correlati tra loro, il modus operandi era simile. Un uomo e una donna, separatamente, hanno denunciato la rapina e il furto, rispettivamente, del loro smartphone di fascia alta davanti agli agenti della Polizia Nazionale.

I risultati delle indagini fatte dagli agenti per verificare la veridicità dei fatti hanno mostrato un risultato contraddittorio con la relazione dei denuncianti, dato che ciò non era conforme a quanto riportato. Nel primo caso, le procedure eseguite sulla denuncia, hanno dimostrato che l’effetto era già stato segnalato in date recenti davanti a un altro organismo di sicurezza, lì si trova l’imputazione della simulazione del crimine. Nel secondo caso, il telefono è stato localizzato e il procedimento eseguito dagli agenti ha dimostrato che il furto non si era verificato, ma che era stato perso e ha presentato un reclamo per riscuotere l’assicurazione.

Una volta che i risultati sono stati confermati e provati, entrambe le persone sono state arrestate e sono state informate delle azioni intraprese dall’autorità giudiziaria attraverso il rapporto elaborato a tale scopo.

Da parte della Polizia Nazionale si ricorda che per denunciare un’infrazione criminale inesistente, si tratta di un reato sanzionato con pene pecuniarie da sei a dodici mesi.

Le azioni sono state eseguite dalla polizia nazionale della brigata di polizia giudiziaria del commissariato di Sur de Tenerife.

 

(articolo tratto dal El Digital Sur)

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