L’eccellenza italiana a Tenerife

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Finiamo questo 2018 con una storia di successo che parla proprio di un nostro connazionale qui a Tenerife.
Stiamo parlando di Andrea Bernardi, romano, chef e patron del “Nub”, un ristorante stellato che recentemente ha traslocato all’interno del Gran Hotel La Laguna a San Cristobal de La Laguna, in un palazzo storico del 1776.
25 i coperti, suddivisi in più sale, con cucina acquario ben visibile da tutti, un ristorante essenziale ma chic allestito in un mix storico culturale.
Lo chef descrive la cucina di NuB come un ponte culturale tra l’Italia e il Cile, In Spagna; e non poteva essere diversamente visto , che al suo fianco nella vita e in cucina c’è Fernanda Fuentes Cardena, cilena di Quilpuè, cocinera “dalle radici acide, l’anima piccante e il cuore vegetale”, come si descrive lei.
Andrea, classe 1977 da Genzano, si è appassionato alla cucina in Italia, ma presto ha cominciato a viaggiare per il mondo, sbarcato nell’arcipelago delle Canarie nel 2005, dove ha conquistato subito il suo spazio nella ristorazione locale e spagnola.
Con Fernanda si sono conosciuti proprio a Tenerife, nel 2011: lui l’ha notata per il suo talento in pasticceria, insieme hanno cominciato a collaborare ma poi è nato l’amore e da lì, il matrimonio e un nuovo progetto di ristorazione, il NuB aperto nel 2014.
Ma il traguardo più sognato , la prima stella Michelin, lo ha raggiunto recentemente durante l’ultima edizione nazionale della Rossa (il 22 novembre scorso), che nella proposta di NuB ha riconosciuto una meta gastronomica che vale il viaggio.
Parliamo di una cucina che ripone nella selezione delle materie prime , con il 70-80% reperite localmente.
Ma arriviamo al sodo e parliamo dei piatti !!
Un’idea originale è quella della rivisitazione dell’insalata caprese italiana: tolta la mozzarella , prende il suo posto una lavorazione che sfrutta panna e kefir per ricostruirne il gusto e la consistenza; insieme un concentrato di pomodoro, colatura di alici di Santona, basilico al limone e un croccante di latte di capra che accentua l’acidità. Anche la pasticceria, direttamente seguita da Fernanda, allinea ricordi e invenzioni interculturali: c’è il Sorrentino, con cacao amaro, finocchietto, granita di cetriolo e semi di girasole, lavorato con una tecnica di pasticceria cilena; poi la mela con grattachecca e sale, un duplice gioco tra la tequila servita con sale e limone e la grattachecca dei litorale laziale. Tutto è realizzato al ristorante, anche il pane da lievito madre. La cantina, invece, conta oltre 250 referenze, molte dalla Spagna (anche in rappresentanza della produzione delle Canarie), poi Borgogna e Champagne (con 50 etichette di bollicine francesi) e chiaramente proposte dall’Italia.

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